La vulvodinia è un disturbo cronico, una sindrome cronica dolorosa che colpisce la porzione più esterna dell’organo sessuale femminile (la vulva) senza che vi siano alterazioni visibili né un’evidente patologia neurologica.
Il sintomo principale della vulvodinia è appunto il dolore,che può essere anche molto intenso, al semplice contatto o sfioramento. Proprio a causa del dolore, le donne che soffrono del disturbo della vulvodinia hanno meno rapporti sessuali, maggiori difficoltà a ottenere soddisfazione dal rapporto e, in più della metà dei casi, un calo del desiderio sessuale.
Esiste anche un’evidente associazione tra il disturbo della vulvodinia e l’infezione ricorrente da Candida in circa tre quarti delle donne.
Le statistiche dicono che il disturbo della vulvodinia colpisce fino al 18% delle donne, ma il numero è probabilmente più elevato, perché non sempre è un disturbo riconosciuto e diagnosticato correttamente.
Per molti medici, infatti, la vulvodinia è ancora poco più che un problema psicologico, mentre per molte donne parlare di sintomi localizzati all’area genitale può risultare troppo imbarazzante.
Risultato? Nonostante la sua prima descrizione risalga addirittura all’800, la vulvodinia è ancora una “cenerentola”.
La vulvodinia rappresenta un peso significativo non soltanto per le donne che ne soffrono e per i loro partner, ma anche per la società e per il sistema sanitario. La causa del disturbo della vulvodinia non è unica, ma è legata a numerosi fattori.
Certamente la vulvodinia è un disturbo che comprende un evento scatenante, un’infiammazione locale e anche una sensibilizzazione nervosa sia periferica sia centrale. Vi sono diversi disturbi ginecologici oltre al disturbo della vulvodinia che possono causare un dolore vulvare e che devono essere individuati oppure esclusi prima di essere certi che si tratti di vulvodinia.
Tra questi, le infezioni vaginali, dermatiti, ecc. In effetti, il 45% delle donne affette dal disturbo della vulvodinia riferisce almeno una delle seguenti condizioni di dolore cronico: la sindrome da fatica cronica, l’endometriosi, una fibromialgia, la cistite interstiziale o anche la sindrome del colon irritabile.