Con il termine generico di sindrome premestruale o SPM (dall’inglese Pre Menstrual Syndrome o PMS) i medici raggruppano un centinaio di sintomi di natura fisica, comportamentale e psicologica.
I sintomi possono manifestarsi, insieme o separatamente, nei giorni precedenti la comparsa della mestruazione, cioè verso la fine della seconda fase del ciclo mestruale: la fase luneinica.
Tra i sintomi più frequenti della sindrome ci sono: mastodinia, ansia, irritabilità, malinconia, emicrania da ciclo, ritenzione idrica e disturbi del basso ventre.
L’intensità dei sintomi dovuti alla sindrome premestruale e il carattere di ciclicità varia molto da donna a donna, ma può essere tale da condizionare le relazioni interpersonali e la qualità di vita affettiva, sociale e lavorativa della donna che ne soffre.
La sindrome premestruale è molto frequente nelle donne in età fertile, sin dall’adolescenza. Almeno il 75-80% delle donne, nei 7-10 giorni che precedono l’inizio del flusso mestruale, riporta uno o più sintomi correlabili alla sindrome premestruale.
I sintomi sono ciclici e ricorrenti, possono variare anche in modo notevole da donna a donna e nei vari cicli di ciascuna donna. Sono in genere di lieve-media intensità nella sindrome premestruale vera e propria.
Solo nel 3-8% delle donne l’intensità è molto elevata e si parla di disturbo disforico premestruale, la forma più grave della sindrome, considerata dai medici un disturbo di competenza psichiatrica.
I sintomi possono ricorrere per ciascun ciclo ovulatorio fino alla menopausa, sebbene la natura, l’intensità e la frequenza possano variare nell’arco del tempo. Si stima che la SPM si manifesti ancora nel 20-32% di donne in premenopausa.