Nessun test ad oggi può confermare la sindrome premestruale, per questo la diagnosi viene fatta soprattutto sulla base di un’accurata anamnesi medica, grazie alla compilazione di un calendario giornaliero per almeno 2-3 mesi consecutivi e alla esclusione di altri disturbi ginecologici.
La compilazione del calendario dei sintomi della sindrome premestruale consente di scoprire se esiste un insieme di sintomi (caratteristici per ciascuna donna) che si ripete mensilmente nei 7-10 giorni precedenti all’inizio del flusso (tarda fase luteale) e che si riduce con l’insorgenza della mestruazione o nei primi giorni.
Se gli stessi sintomi della sindrome premestruale si presentano in altri momenti del ciclo non sono da considerare parte della sindrome.
Per fare diagnosi della sindrome premestruale devono esserci almeno 7-10 giorni liberi da sintomi nella prima metà del ciclo (fase follicolare).
Alcune malattie e condizioni ginecologiche come ipotiroidismo, anemia, endometriosi, e cisti ovariche fisiologiche possono manifestare sintomi fisici simili a quelli della sindrome premestruale.
Non esiste una cura unica per alleviare la sindrome premestruale che sia risolutiva per tutte le donne, considerato che non esiste una causa univoca di questa sindrome.
Molti però sono i trattamenti disponibili, più o meno efficaci.
Il dolore può essere lenito con la somministrazione di integratori specifici per il benessere del nervo, da assumersi per cicli periodici almeno nella settimana precedente il flusso mestruale per mantenere le fibre nervose sempre nello stato ottimale e contrastare lo stress ossidativo.