La vulvodinia è causata solitamente da un evento scatenante o da una variazione nel livello di ormoni, per esempio, con l’inizio del trattamento anticoncezionale, oppure con la sospensione del ciclo mestruale dopo il parto o l’approssimarsi della menopausa.
La vulvodinia è causata solitamente da un evento scatenante, che può essere costituito da un danno diretto (per esempio, un intervento chirurgico o un parto “difficile”) o da lesioni indirette al pavimento pelvico.
In altri casi, l’innesco del dolore nella vulvodinia può essere rappresentato da una variazione nel livello di ormoni, per esempio, con l’inizio del trattamento anticoncezionale, oppure con la sospensione del ciclo mestruale dopo il parto o l’approssimarsi della menopausa.
All’evento iniziale che scatena la vulvodinia può seguire una stimolazione ripetuta dei recettori del dolore e, alla fine, un danno ai recettori stessi o alla fibra nervosa (dolore nocicettivo) e l’infiammazione cronica a carico della vulva.
La vulvodinia comporta un aumento della produzione di neurotrasmettitori, di mastociti e di plasmacellule, una sensibilizzazione delle fibre nervose periferiche e, con il protrarsi dell’infiammazione, anche delle radici nervose spinali.
La vulvodinia causa un dolore neuropatico, associato un accumulo di radicali liberi e stress ossidativo.
I sintomi più frequenti della vulvodinia sono: dolore, fastidio, bruciore, ipercontrattilità della muscolatura circostante, dolore anche intenso legato all’atto sessuale (dispareunia), alterazioni del desiderio sessuale, alterazioni della risposta all’eccitamento, alterazioni del raggiungimento dell’orgasmo, sindrome depressiva.
Per avere una diagnosi della vulvodinia, inoltre, una donna attende in media 4 anni, ma per alcune il calvario può durare fino a 12 anni.
Al termine del percorso, le cure per la vulvodinia, basate soprattutto su farmaci antidolorifici, si dimostrano spesso insufficienti ad alleviare il dolore.
Chi soffre di vulvodinia quindi ha provato ogni sorta di cure, il più delle volte purtroppo insoddisfacenti.
È forse anche per questo che tra le donne che soffrono di vulvodinia aumentano i casi di depressione.
La vulvodinia è solo una delle forme con cui si manifesta la sindrome del dolore pelvico cronico.